Te Deum 2010

 

Te Deum laudamus


Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore,

ascoltino gli umili e si rallegrino.


Celebrate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore e mi ha risposto

e da ogni timore mi ha liberato.



Con le parole del Salmo 34 vogliamo concludere questo anno 2010 e ringraziare il Signore per le “grandi cose” che ha operato in noi e nella nostra Comunità Ecclesiale


Eccoci quindi raccolti per il nostro solenne Te Deum di ringraziamento per lodare e ringraziare il Signore presentandogli tutte le realtà della nostra Parrocchia, per ringraziarlo dei momenti lieti e felici della vita della nostra Comunità ma anche dei momenti più impegnativi e difficoltosi che anche quest’anno non sono mancati. Ora esamineremo una per una tutte le realtà della nostra Parrocchia in questa solenne celebrazione di ringraziamento.



RELAZIONE SULLA VITA DELLA PARROCCHIA NEL 2008


1. IL SERVIZIO MINISTERIALE

Dal 16 agosto è arrivato nella nostra parrocchia don Gualberto che svolgerà il suo ministero sacerdotale nell’ufficio di vice parroco e rimarrà con noi per quattro anni. Ringraziamo con gioia il Signore per questo dono.

Anche il seminarista Martino è stato destinato dal Vescovo alla parrocchia di Lanuvio perché lì c’era più bisogno di quanto non ce ne sia da noi.

Intanto la comunità delle Suore Serve di Maria provenienti da Boma, nella Repubblica Democratica del Congo, si è ingrandita: un gruppo ha avuto da parte della Diocesi di Gestire una casa di accoglienza a Genzano. Qui a Pavona sono rimaste due suore in attesa dell’arrivo di una terza consorella.Nel frattempo le suore si stanno gradualmente inserendo in parrocchia e nell’attività pastorale. Una si è già inserita nel gruppo dei Castorini.


2. IL NUOVO COMPLESSO PARROCCHIALE

Nella relazione dello scorso anno avevo dato l’annuncio che avremmo celebrato la Pasqua del 2010 nella nuova chiesa. I lavori proseguivano spediti tutto sembrava andare a gonfie vele. Anche le offerte dei fedeli avevano una crescita che lasciva ben sperare. Poi però sono cominciate le complicazioni e così non solo la Pasqua del 2010 non si è potuta celebrare nella nuova chiesa ma nemmeno il Natale scorso. A fine giugno siamo arrivati addirittura alla chiusura del cantiere. Che cosa era successo? È presto detto: la Siel, ditta appaltatrice dei lavori ha subappaltato a sua volta alla Soim. Man mano che arrivavano i contributi della Conferenza Episcopale Italiana provenienti dall’ 8 x 1000, noi giravamo immediatamente la somma alla ditta appaltatrice che a sua volta avrebbe dovuto pagare la ditta subappaltatrice. Questo non è avvenuto con la regolarità dovuta e soprattutto la ditta subappaltatrice, negli ultimi tempi, ha interrotto qualsiasi pagamento mettendo in seria difficoltà la ditta subappaltatrice la quale, ad un certo punto, è stata costretta ad interrompere i lavori perché stava perdendo una somma molto elevata: circa cinquecento mila euro. Quella del 2010 è stata una estate veramente dolorosa: il cantiere chiuso senza che si vedesse uno spiraglio di soluzione. Alla fine la Diocesi di Albano, committente dei lavori, è riuscita a revocare il contratto di appalto alla ditta Siel e passare lo stesso contratto alla ditta Soim inizialmente subappaltatrice e che ora diventava titolare del contratto a tutti gli effetti. La Soim ha così riaperto il cantiere riprendendo i lavori. Rimane però il buco di quanto non pagato dalla vecchia ditta appaltatrice. La Soim giustamente desidera che le venga pagato quanto ha lavorato e vuol percorrere tutte le strade per cercare di recuperare quanto le è dovuto. I lavori così vanno di nuovo a rilento ed al momento non oso più fare alcuna previsione sull’inaugurazione della nuova chiesa. Singolare il fatto che l’edificio della canonica con la casa canonica e le aule per il catechismo è ormai ultimato e già arredato ma che non può essere utilizzato perché deve essere sistemato tutto il terreno intorno.


3. CATECHESI PER I BAMBINI ED I RAGAZZI

Quest’anno i bambini iscritti al catechismo sono 107 di cui 58 al primo anno e 49 al secondo. I bambini sono guidati da un gruppo di 21 catechisti e da alcuni giovani che aiutano durante l’attività della catechesi e che si stanno preparando a diventare catechisti essi stessi. Alcune mamme hanno iniziato la loro esperienza di catechiste e questo è un fatto estremamente positivo. Abbiamo dato nuovo impulso alla formazione permanente dei catechisti. Molti bambini che l'anno scorso hanno ricevuto la Prima Comunione, hanno poi continuato la loro vita all'interno della Parrocchia nel gruppo dei Castorini. Questo è un fatto che ci riempie di gioia perché è una conferma del buon lavoro che stiamo svolgendo.

Continuano il ritmo normale anche le catechesi per la Cresima, anche se siamo orientati ad innalzare di un anno l’ammissione a tale sacramento perché i ragazzi non dimostrano particolare interesse e non riusciamo a coinvolgerli adeguatamente.


4. PASTORALE DEI BAMBINI E DEI GIOVANI

È il settore nel quale abbiamo fino ad ora impegnato la gran parte delle energie ma che nel 2010 ha subito una profonda crisi. Le cause sono molteplici, non ultima l’impossibilità di avere ambienti adatti per svolgere tutte le attività. Quest’anno per la prima volta non abbiamo realizzato alcun campo estivo. Ad ottobre però, dopo una seria verifica della situazione con gli animatori dei vari gruppi, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo ricominciato da capo. Sono stati avviati i tre gruppi di castorini ed i tre gruppi Giia. Ci auguriamo che nel 2011 si possa riprendere bene tutte le attività e la vita dei gruppi.



5. PASTORALE FAMILIARE

La pastorale familiare della nostra parrocchia si consolida sempre di più e sta diventando una realtà molto bella. Anche quest’anno stiamo tenendo i corsi in preparazione al matrimonio.

L’impegno prioritario è comunque quello della formazione dell’equipe di pastorale familiare. Anche quest’anno, nello scorso mese di novembre gli operatori della pastorale familiare si sono ritirati per due giorni presso l’isitituto dei padri Somaschi di Ariccia e lì hanno impegnato tutto il tempo disponibile nella preghiera e nell'approfondimento delle problematiche familiari studiando i documenti della Chiesa e del Magistero del Papa.

Abbiamo inoltre partecipato a due convegni nazionali di pastorale familiare, il primo a novembre ad Assisi ed il secondo a Collevalnza in provincia di Perugia.

Sta diventando una bella tradizione la benedizione delle mamme in attesa di un bambino. La benedizione si è tenuta il 25 marzo festa dell’Annunciazione di Maria e l’8 dicembre solennità dell’Immacolata Concezione. Un cospicuo gruppo di mamme sono venute in chiesa per ricevere questa benedizione. Contiamo di continuare l’esperienza anche nel 2011. Sono ormai ben avviate altre due iniziative di pastorale familiare: la benedizione dei bambini battezzati nell’anno precedente ed il rinnovo delle promesse coniugali durante la festa della Santa Famiglia di Nazaret.

Abbiamo avviato anche una serie di incontri di formazione permanente per coppie di sposi, ma l’iniziativa deve ancora ben consolidarsi.

Quest’anno inoltre contiamo di avviare la Scuola per genitori, l’educazione all’affettività ed all’amore per i nostri giovani e la formazione dei giovani fidanzati che ancora non hanno progettato il loro matrimonio.



6. COMMISSIONE CARITAS

Il gruppo continua il suo impegno a favore delle persone più bisognose. La quasi totalità degli assistiti sono immigrati extracomunitari che hanno bisogno di tutto.

Finché non avremo spazi adeguati, il nostro centro è in grado di offrire soltanto aiuti in generi alimentari. Per motivi contingenti abbiamo dovuto sospendere la raccolta di vestiario. Gli operatori si impegnano al massimo per offrire un aiuto dignitoso a questi nostri fratelli che si trovano nella sofferenza.


7. IL GRUPPO CHIERICHETTI

Anche questo gruppo ha avuto qualche problema nell’anno che si conclude al punto che non si è potuto tenere il campo estivo neanche per i chierichetti. Anche per questo gruppo ci stiamo impegnando per ricostituirlo e formarlo in modo più adeguato sotto l’aspetto liturgico.


9. LE ATTESE

Per la nostra parrocchia il 2010 è stato indubbiamente un anno di crisi. Le difficoltà incontrate nella realizzazione del nuovo complesso parrocchiale hanno condizionato negativamente tutta la vita della parrocchia. Gli entusiasmi si sono un po’ sopiti e la mole di problemi da affrontare ha negativamente pesato soprattutto sul sottoscritto che molto spesso si è ritrovato da solo a sopportare un fardello di preoccupazioni molto grande. La crisi è propagata anche nel settore amministrativo della parrocchia: in concomitanza della chiusura del cantiere è anche enormemente diminuito -se non del tutto esaurito- il flusso delle offerte dei fedeli. Il sottoscritto sta mettendo insieme tutte le sue forze perché preso si possa arrivare alla sospirata inaugurazione della nuova chiesa ma certo è anche necessario che i fedeli tornino ad avere fiducia e riprendere la normale elargizione delle offerte, altrimenti ci troveremo in seria difficoltà.

Nonostante queste ultime considerazioni un po’ negative, sento però che il Signore è stato vicino a noi e se, in mezzo a tanta rovina sta sbocciando un fiore bello, bellissimo, come quello della pastorale familiare, significa che il Signore non ci abbandona, continua a camminare con noi anche nelle difficoltà e che ci vuol far capire che è necessario cambiare qualcosa nel nostro impegno pastorale.

Grazie, Signore, anche quando la strada si fa più difficile ma tu cammini con noi.


Ecco, fratelli carissimi, il Signore, nonostante la nostra pochezza e la nostra indegnità è pronto a “fare grandi cose per noi” ed a camminare con noi lungo le strade di questo mondo spesso così lontano da Dio perché immerso nell’odio, nella violenza e nel consumismo. Il Signore è pronto a camminare con noi lungo le strade della nostra Pavona e vuole che noi cristiani, attraverso la nostra Comunità Ecclesiale, sappiamo dare una testimonianza autentica del suo amore per noi.

È questa la grande speranza di noi cristiani, ed è con questa grande speranza che vorrei concludere le riflessioni che vi ho appena proposto: nonostante la durezza del nostro cuore, il Signore ci ama lo stesso ed è pronto a cambiarlo questo nostro cuore di pietra. Lasciamocelo cambiare dal Signore!

Riconosciamo dunque che i doni del Signore sono stati tanti e molteplici, per questo insieme al salmista diciamo:


«Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compito prodigi» [Sal 97,1]


e noi siamo testimoni dei prodigi compiuti dal Signore, per questo ora, tutti insieme, eleviamo a Lui il nostro Te Deum di ringraziamento.

 

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